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Licenziamento del lavoratore che durante la malattia svolge altra attività lavorativa

In Articoli on 09/02/2013 at 20:19

Ancora una volta la Cassazione sancisce la legittimità del licenziamento di un lavoratore che durante l’assenza dal lavoro per malattia viene sorpreso a svolgere altra attività.

Nel caso specifico, il dipendente era stato colto a svolgere attività lavorativa di addetto al servizio ai tavoli e alla riscossione alla cassa presso un locale pubblico ed in orario notturno.

Secondo la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro (sentenza 29 novembre 2012, n.21253), tale circostanza è di per sé sufficiente a …

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Licenziamento del lavoratore che durante la malattia svolge altra attività lavorativa.

Immediatezza della contestazione e licenziamento disciplinare

In Caf e patronato on 30/01/2013 at 19:09

Con sentenza n. 1693 del 24 gennaio 2013 la Cassazione ha ritenuto illegittimo il licenziamento disciplinare per giusta causa contestato non nell’immediatezza dell’atto o della omissione che ha fatto scaturire l’irregolarità in capo al lavoratore.

La Suprema Corte ha ribadito che il tempo trascorso tra l’accertamento del fatto contestato al lavoratore e l’intimazione del licenziamento disciplinare può indicare l’assenza di un requisito della fattispecie prevista dall’articolo 2119 Cc (incompatibilità del fatto contestato con la prosecuzione del rapporto di lavoro), in quanto il ritardo nella contestazione può indicare la mancanza di interesse all’esercizio del diritto potestativo di licenziare. Inoltre, la tempestività della contestazione permette al lavoratore un più preciso ricordo dei fatti e gli consente di predisporre una più efficace difesa in relazione agli addebiti contestati: con la conseguenza che la mancanza di un tempestiva contestazione può tradursi in una violazione delle garanzie procedimentali fissate dalla legge 300 del 1970, articolo 7.

In definitiva, la mancanza di una tempestiva contestazione dell’infrazione è stata interpretata come se il comportamento del lavoratore fosse stato, in qualche misura, tollerato dal datore di lavoro.

 lavoro

Certificazione di malattia inviata in ritardo e licenziamento

In Caf e patronato on 08/01/2013 at 19:17

Con sentenza n. 106/2013 la Cassazione ha ritenuto illegittimo il licenziamento di un lavoratore, realmente malato, che aveva inviato con cinque giorni di ritardo una certificazione per una malattia di tre mesi: al contempo, il datore di lavoro aveva intimato, nel caso non fosse andato a buon fine il primo licenziamento, un altro provvedimento di recesso all’interno di una procedura di mobilità per la quale era stato esperito l’iter. La Suprema Corte ha annullato anche il, secondo licenziamento. Le motivazioni della decisione fanno riferimento al fatto (primo licenziamento) che la sanzione espulsiva risulta eccessiva rispetto alla previsione del CCNL di settore ed, inoltre, l’imprenditore era a conoscenza dello “status” avendo ricevuto in precedenza altri certificati non oggetto di alcuna contestazione. Per quel che riguarda il secondo licenziamento la Suprema Corte lo ha ritenuto illegittimo “perché dopo un primo licenziamento individuale il secondo non può essere collettivo, né consistere nel collocamento in mobilità”, in quanto la situazione di sospensiva riferita al licenziamento individuale non consente la necessaria comparazione tra i lavoratori secondo la previsione sui criteri di scelta ex art. 5 della legge n. 223/1991.  

lavoro

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