acli ascoli satriano "don tonino bello"

Posts Tagged ‘lavoro’

Come aggirare le difficoltà per trovare e cambiare lavoro dopo gli anta

In Scoop.it on 19/06/2014 at 20:09

Non è mai troppo tardi per ottenere quello che vuoi.

Source: www.slideshare.net

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Tribunale di Milano: licenziamento per superamento del periodo di comporto e tentativo obbligatorio di conciliazione

In Articoli on 06/05/2013 at 18:35

Il Tribunale di Milano, con ordinanza del 22 marzo 2013, ha affermato che il licenziamento per superamento del periodo di comporto deve essere preceduto dal tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dall’art. 7 della legge n. 604/1966, come modificato dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92/2012. L’obbligo scaturisce dal fatto che tale tipo di recesso è assimilabile al licenziamento per giustificato motivo oggettivo: il giudice ha ritenuto che la circolare n. 3/2013 del Ministero del Lavoro che escludeva la procedura conciliativa “non può contraddire la norma legale”.

Sull’argomento va, peraltro, ricordato come lo stesso Tribunale di Milano (con altro giudice) con ordinanza de5 marzo 2013 (già annotata su questo sito in data 8 aprile 2013) aveva stabilito che il licenziamento per superamento del periodo di comporto non implicava il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto nell’ipotesi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, essendo “ontologicamente diverso”. Da ciò discendeva la correttezza interpretativa della circolare del Ministero del Lavoro n. 3/2013.

Non risultano, al momento, altre ordinanze che propendano per l’una o per l’altra tesi.

 

segui: DPL Modena

Tribunale di Voghera: licenziamento per giusta causa e mancata previsione contrattuale

In Articoli on 06/05/2013 at 18:33

Con ordinanza del 14 marzo 2013 il Tribunale di Voghera ha affermato che il licenziamento sproporzionato rispetto alla mancanza commessa è illegittimo, ma la conseguenza non è la reintegra ma soltanto un risarcimento del danno, se il fatto contestato è sussistente ma non si rinvenga una norma contrattuale che preveda per tale mancanza una sanzione di natura conservativa.

La questione ha riguardato il licenziamento adottato nei confronti di un dipendente addetto alla vigilanza anti taccheggio che era intervenuto nei confronti di un cliente, fermato fuori dal punto vendita, in maniera brusca con l’intimazione di aprire la borsa: tutto questo era avvenuto senza avvisare il responsabile del negozio (avvertito soltanto successivamente), in  ciò contravvenendo alla procedura prevista. Il giudice ha rilevato la mancanza ma ha ritenuto che la stessa non fosse di gravità tale da determinare il venir meno del vincolo fiduciario (licenziamento illegittimo e privo della proporzionalità). Non avendo rinvenuto nella contrattazione collettiva alcuna sanzione di natura conservativa, il giudice ha escluso la reintegra non individuando alcun elemento discriminatorio ed ha ritenuto applicabile il comma 5 dell’art. 18 (risarcimento compreso tra dodici e ventiquattro mensilità) che disciplina le “altre ipotesi” di insussistenza della giusta causa.

 

leggi su: Tribunali.

Tribunale di Ravenna: licenziamento disciplinare ed accertamento giudiziale

In Articoli on 06/05/2013 at 18:31

Il Tribunale di Ravenna, con ordinanza del 18 marzo 2013, ha affermato che la modulazione del regime alternativo della tutela reale od indennitaria che va applicato in caso di licenziamento riconosciuto illegittimo, non può prescindere dal principio di proporzionalità. La sussistenza del fatto non è di per sé idonea a privare il lavoratore del posto e, quindi, della reintegrazione, se il comportamento in sede di addebito non è ritenuto grave.

Il Tribunale di Ravenna ha ritenuto che il principio di proporzionalità “ancora mantiene un ruolo fondamentale in materia, tanto più perché nel caso in esame lo stesso codice disciplinare demanda all’interprete di modulare la sanzione anche tipizzata secondo la gravità della sanzione”.

Nel caso di specie era stato dimostrato che il lavoratore licenziato aveva sottratto alla propria azienda un paio di scarpe antinfortunistiche per darle, di nascosto, ad una dipendente di un’impresa appaltatrice che operava all’interno.

 

leggi su Tribunali.

Malattia e diritto di difesa in un procedimento disciplinare

In Caf e patronato on 13/02/2013 at 18:54

Con sentenza n. 3058 del 8 febbraio 2013 la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento disciplinare emesso senza la preventiva audizione del lavoratore, il quale per motivi “depressivi” aveva più volte procrastinato l’incontro.

La Suprema Corte ha evidenziato come l’indisponibilità ripetuta per motivi di salute non dovesse essere usata dal lavoratore come mezzo dilatorio per rimandare sistematicamente il provvedimento disciplinare e paralizzare, così, il potere disciplinare del datore di lavoro. Infatti, “nulla si poteva obiettare alla Società appellante che si era mostrata sempre disponibile (per ben quattro volte) affinché l’appellato potesse esercitare il diritto di difesa“; inoltre, la malattia (stato depressivo) “non appariva, in concreto, aver impedito fisicamente al lavoratore di effettuare il colloquio, né di ragguagliare adeguatamente il rappresentante sindacale sulle giustificazioni da fornire rispetto ai fatti contestati”.

La Sentenza n. 3058/2013  (fonte Guida al Diritto)

lavoro

La riforma dell’art.18 dello statuto dei lavoratori

In Caf e patronato on 11/02/2013 at 19:30

L’art. 18 della L. n. 300 del 1970 si occupa specificatamente dei rimedi contro il licenziamento ritenuto invalido dal giudice (nullo, annullabile o inefficace).

L’art. 18, quindi, non si occupa in alcun modo delle motivazioni del licenziamento (giusta causa e giustificato motivo, soggettivo e oggettivo), che sono disciplinate da altre norme del nostro ordinamento (art. 2119 c.c. e art. 3 L. 604/66) e che non sono state in alcun modo modificate dalla legge Fornero .

La riforma individua differenti regimi sanzionatori a seconda che si tratti di licenziamento “discriminatorio” (o per motivo illecito determinante), “disciplinare” o per “motivi economici”…(continua a leggere)

lavoro

Pensiero del giorno…

In Pensiero del giorno on 10/02/2013 at 13:32

Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.

Aristotele

LEGGIF (1)

Licenziamento del lavoratore che durante la malattia svolge altra attività lavorativa

In Articoli on 09/02/2013 at 20:19

Ancora una volta la Cassazione sancisce la legittimità del licenziamento di un lavoratore che durante l’assenza dal lavoro per malattia viene sorpreso a svolgere altra attività.

Nel caso specifico, il dipendente era stato colto a svolgere attività lavorativa di addetto al servizio ai tavoli e alla riscossione alla cassa presso un locale pubblico ed in orario notturno.

Secondo la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro (sentenza 29 novembre 2012, n.21253), tale circostanza è di per sé sufficiente a …

Puoi continuare a leggere l’articolo cliccando qui!

Licenziamento del lavoratore che durante la malattia svolge altra attività lavorativa.

Immediatezza della contestazione e licenziamento disciplinare

In Caf e patronato on 30/01/2013 at 19:09

Con sentenza n. 1693 del 24 gennaio 2013 la Cassazione ha ritenuto illegittimo il licenziamento disciplinare per giusta causa contestato non nell’immediatezza dell’atto o della omissione che ha fatto scaturire l’irregolarità in capo al lavoratore.

La Suprema Corte ha ribadito che il tempo trascorso tra l’accertamento del fatto contestato al lavoratore e l’intimazione del licenziamento disciplinare può indicare l’assenza di un requisito della fattispecie prevista dall’articolo 2119 Cc (incompatibilità del fatto contestato con la prosecuzione del rapporto di lavoro), in quanto il ritardo nella contestazione può indicare la mancanza di interesse all’esercizio del diritto potestativo di licenziare. Inoltre, la tempestività della contestazione permette al lavoratore un più preciso ricordo dei fatti e gli consente di predisporre una più efficace difesa in relazione agli addebiti contestati: con la conseguenza che la mancanza di un tempestiva contestazione può tradursi in una violazione delle garanzie procedimentali fissate dalla legge 300 del 1970, articolo 7.

In definitiva, la mancanza di una tempestiva contestazione dell’infrazione è stata interpretata come se il comportamento del lavoratore fosse stato, in qualche misura, tollerato dal datore di lavoro.

 lavoro

Licenziamento per giusta causa ed incarico sindacale

In Caf e patronato on 18/01/2013 at 11:18

Con sentenza n. 895 del 16 gennaio 2013 la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento di un lavoratore che aveva anche incarichi sindacali, qualora sia comprovata l’ipotesi di giusta causa quale motivazione del licenziamento stesso.

La Suprema corte ha evidenziato che eventuali accordi aziendali che prevedano la non risolubilità dei rapporti con lavoratori che ricoprono incarichi sindacali non sono da ritenere validi qualora, alla base del licenziamento, vi sia una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto (art. 2119 c.c.).

lavoro

 

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